MILANO-CORTINA 2026. L’Italia sul tetto del mondo (e della neve)

Forte dello spirito sportivo tipico di questa manifestazione, l’Italia ha aperto i XXV Giochi Olimpici Invernali, svoltesi presso le località di Milano e Cortina. Per alcune settimane il nostro paese si è trasformato in un grande palcoscenico di sport, neve e spettacolo, dove atleti e delegazioni provenienti da ogni parte del mondo si sono sfidati davanti a milioni di spettatori. Organizzare un evento di questa portata non significa solo preparare piste e palazzetti: dietro ogni gara ci sono anni di lavoro, migliaia di volontari, cerimonie spettacolari e una macchina organizzativa enorme.
La cerimonia di apertura: lo sport diventa spettacolo
I Giochi hanno preso vita dal 6 febbraio 2026, data della cerimonia di apertura dello Stadio di San Siro di Milano. Davanti a migliaia di spettatori e a milioni di persone collegate in televisione, lo stadio si è trasformato in un grande palcoscenico dove sport, musica e spettacolo si sono uniti per raccontare l’Italia al mondo. La cerimonia è iniziata con una esibizione degli Étoiles del Teatro alla Scala Claudio Coviello e Antonella Albano, i quali, insieme al corpo di ballo, hanno dato vita allo spettacolo “Armonia” nonché un omaggio a Canova e alla danza italiana. Dopo la performance, lo stadio si è riempito di grossi tubetti di colore, in particolare di rosso, giallo e blu. Dai tubi sono stati fatti scendere dei drappi per simulare la caduta del colore. I ballerini che ballavano sul palco erano vestiti, con gradazioni differenti dei colori primari, come centurioni romani, caffettiere, quadri, note musicali, chef.
Tutta la musica che scandiva i movimenti di questi ultimi era diretta dall’attrice Matilda De Angelis che, nel ruolo di direttrice d’orchestra, ha guidato tutti i corpi di ballo fino a formare una spirale. Dopo questa esibizione ha fatto il suo ingresso la cantante statunitense Mariah Carey che si è esibita cantando il celebre brano “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno alternando inglese e italiano.
Una volta affrontato il tema della cultura e della musica è arrivato il momento dell’ingresso degli atleti olimpici, un video è stato proiettato sugli schermi dello stadio poco prima della bandiera greca, il video ritraeva uno dei tram storici di Milano, il numero nove, che mostrava due bambine che stavano andando alla cerimonia. Durante le sue fermate, il tram ha accolto ballerini, trombisti, portabandiera e alla fine una figura misteriosa è apparsa e si è rivelata essere il presidente della Repubblica Mattarella che scendendo dal tram ha salutato un conducente d’eccezione: Valentino Rossi. Finito il video, gli sportivi di tutti i paesi partecipanti hanno sfilato nello stadio con le proprie bandiere, le proprie divise e i loro sorrisi, creando un’atmosfera di festa e di incontro tra culture diverse. La novità che si è voluta portare in questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali è quella dei Giochi diffusi infatti, mentre i portabandiera sfilavano nello stadio, una delegazione dello stesso paese sfilava contemporaneamente a Cortina, a Livigno, a Predazzo e a Bormio. Una volta fatti accomodare tutti gli atleti e aver chiuso la fila di delegazioni con le due nazioni ospitanti ovvero la Francia, protagonista dei Giochi Olimpici Invernali del 2030, e l’Italia, è arrivato il momento dell’alzabandiera. Un centinaio di modelle hanno sfilato in tre linee parallele indossando i colori della bandiera, questo è stato un omaggio allo stile italiano visto che Giorgio Armani aveva disegnato le divise delle modelle e degli atleti italiani, le modelle sono state chiuse dalla modella italiana Vittoria Ceretti che portava in mano la bandiera italiana. La bandiera è stata affidata al corpo dei corazzieri per l’alzabandiera, accompagnato dall’inno della nazione cantato da Laura Pausini. Nel corso della serata sono state eseguite altre esibizioni mirate al riconoscimento italiano come quella di Andrea Bocelli e del mezzosoprano Cecilia Bartoli ai quali sono seguiti i discorsi dei principali rappresentanti dell’organizzazione delle Olimpiadi: Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, e di Kirsty Coventry, Presidente del Comitato Olimpico Internazionale (IOC) e due volte campionessa olimpica di nuoto, che ha voluto sottolineare il significato più profondo delle Olimpiadi: non solo sport, ma un modo per unire il mondo. Ha affermato che attraverso gli atleti e le loro storie di impegno, coraggio e rispetto possiamo vedere “il meglio di noi stessi” e ricordare che lo spirito olimpico è fatto di pace, amicizia e solidarietà.
Uno dei momenti più emozionanti della cerimonia è stato quando la fiamma olimpica è stata portata all’interno dello stadio dai campioni del volley italiano. La torcia olimpica è stata consegnata alla capitana della nazionale femminile, Anna Danesi, accompagnata dalle sue compagne di squadra Paola Egonu e Carlotta Cambi. Dopo la loro sfilata, la fiaccola è stata passata ai membri della nazionale maschile, come Simone Giannelli, Simone Anzani e Luca Porro, che hanno concluso il percorso portando la fiamma fuori dallo stadio verso i luoghi dell’accensione finale dei bracieri dove ad aspettarli c’erano gli ultimi tedofori, a Milano, il braciere è stato acceso da due leggende dello sci alpino italiano: Deborah Compagnoni e Alberto Tomba mentre a Cortina la fiamma è stata accesa da Sofia Goggia, atleta italiana di sci alpino. I due bracieri sono stati pensati come vere e proprie sculture dinamiche che si aprono e si chiudono come se fossero vive. Questo design prende ispirazione dai “nodi” geometrici di Leonardo Da Vinci, cioè un simbolo dell’equilibrio tra arte, natura e ingegno umano.

Il lato economico dei Giochi: costi, ricavi e benefici
Le Olimpiadi Invernali Milano‑Cortina non sono state solo uno spettacolo sportivo, ma anche un evento con un enorme impatto economico. Secondo la testata Euronews, uno studio della Banca Ifis ha calcolato che il valore economico totale generato dai Giochi è stimato in circa 5,3 miliardi di euro. Questo totale comprende diverse voci: circa 1,1 miliardi di euro derivano dalla spesa immediata di spettatori e personale durante l’evento, circa 1,2 miliardi sono previsti nei 12‑18 mesi successivi grazie al turismo prolungato, mentre altri 3 miliardi sono collegati al valore delle infrastrutture e delle opere realizzate o migliorate, come impianti sportivi, trasporti e servizi che resteranno anche dopo le Olimpiadi. L’ANSA riporta un’analisi del centro studi Unimpresa che stima addirittura un impatto complessivo di circa 6,1 miliardi di euro, considerando anche gli effetti indiretti e l’indotto economico legato all’evento. Dal punto di vista dei costi, si stima che la spesa totale per organizzare i Giochi sia tra 5,7 e 5,9 miliardi di euro, coperta da una combinazione di fondi pubblici e privati. Durante il periodo delle competizioni, si prevedeva l’arrivo di circa 2,5 milioni di spettatori e un forte aumento della domanda per hotel, ristoranti e trasporti. Oltre ai benefici immediati, molte delle infrastrutture realizzate o potenziate – come impianti sportivi, vie di comunicazione e servizi pubblici – resteranno in uso anche dopo i Giochi, contribuendo alla crescita del turismo e delle attività locali nei prossimi anni.
Il Villaggio Olimpico: la casa degli atleti
Uno dei luoghi più importanti delle Olimpiadi è stato senza dubbio il Villaggio Olimpico, pensato come una vera e propria “città dentro la città” per ospitare atleti, allenatori e staff. A Milano, il villaggio principale è stato situato nell’area dello Scalo di Porta Romana, si estende su sei palazzine con 1.700 alloggi moderni, palestre, spazi comuni, sale relax e spazi per la ristorazione con menù studiati per le esigenze di sportivi professionisti. Il funzionamento quotidiano del Villaggio è garantito da un team di 300 persone, tra staff professionale e volontari. Circa 100 operatori specializzati si occupano delle attività più tecniche e organizzative, come l’accoglienza agli atleti, la gestione degli alloggi e dei servizi, mentre 208 volontari supportano nella logistica, nell’orientamento e nell’aiuto pratico alle delegazioni. Nel reparto accoglienza e reception lavorano persone che aiutano gli atleti a orientarsi all’interno del villaggio, rispondono alle domande e facilitano l’arrivo di nuove delegazioni. Altri membri del team sono impegnati nella cucina e nella mensa principale, dove chef e personale di ristorazione preparano i pasti, si occupano della distribuzione del cibo. Molti atleti sono rimasti impressionati dal cibo italiano definendolo superlativo e divino, dalla parte a forma di cinque cerchi alle lasagne e il tiramisù, da cui l’atleta svizzero Jonas Hasler resterà rapito tanto da affiancargli l’appellativo di “uomo del tiramisù”.
L’obiettivo del villaggio era creare un ambiente sicuro, funzionale e accogliente, dove gli atleti potessero concentrarsi sulle gare senza rinunciare al comfort. La Fondazione Milano‑Cortina 2026 ha creato progetti che coinvolgono studenti e giovani nel contesto dei Giochi. Ad esempio, il progetto “Student Staff” prevede l’inserimento degli studenti come parte del team di volontari o di supporto nelle attività sportive e organizzative, con formazione specifica e inserimento nell’albo dei volontari sportivi.

Olimpiade da ricordare
Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 hanno dimostrato che lo sport può unire città, montagne e persone di tutto il mondo. Dalla spettacolare cerimonia di apertura con discorsi dei CEO, la fiamma olimpica portata dai tedofori e dai campioni di pallavolo, fino ai bracieri ispirati ai nodi di Leonardo da Vinci, ogni dettaglio ha unito tradizione, arte e tecnologia. Il Villaggio Olimpico ha accolto atleti, allenatori e delegazioni con tutti i servizi necessari, grazie a uno staff professionale, ai volontari e anche ai giovani coinvolti nel progetto “Student Staff”, che hanno vissuto un’esperienza diretta nell’organizzazione e nell’accoglienza. Anche dal punto di vista economico, i Giochi hanno lasciato un’impronta importante: milioni di spettatori, infrastrutture migliorate e un indotto che continuerà a generare benefici per anni, dimostrando che organizzare un evento così grande significa combinare sport, cultura e sviluppo del territorio.
In poche parole, le Olimpiadi non sono state solo gare e medaglie: sono state un’occasione per vivere l’Italia, imparare, fare esperienza e condividere emozioni, lasciando un segno indelebile nei cuori di chi ha partecipato, lavorato o semplicemente assistito allo spettacolo.
Spente le luci olimpiche… si accendono quelle delle Paralimpiadi
Dopo il grande successo delle Olimpiadi, l’Italia è tornata protagonista con i Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. A distanza di pochi giorni dalla chiusura olimpica, il nostro Paese si è nuovamente trasformato in un palcoscenico internazionale, questa volta dedicato a uno sport che non è solo competizione, ma anche esempio di forza, determinazione e inclusione.
La cerimonia di apertura: lo sport oltre ogni bandiera
La cerimonia di apertura, ospitata nella suggestiva Arena di Verona, ha dato il via ai Giochi con uno spettacolo intenso e ricco di significato. Fin da subito, l’attenzione si è concentrata non tanto sugli effetti scenici, quanto sulle storie degli atleti. Uno dei momenti più emozionanti è stato l’ingresso delle 50 delegazioni composte da 665 atleti che hanno sfilato tra gli applausi del pubblico. Tuttavia, a differenza di quanto accade di solito, non tutte le nazioni hanno partecipato allo stesso modo: alcuni Paesi, tra cui l’Ucraina e altre nazioni europee, hanno deciso di boicottare la cerimonia, in segno di protesta, il cui motivo principale riguardava la presenza di atleti provenienti da Russia e Bielorussia. Dopo essere stati esclusi negli anni precedenti, il Comitato Paralimpico Internazionale ha deciso di riammetterli: a Milano-Cortina hanno partecipato infatti, 6 atleti russi e 4 bielorussi.
A differenza delle Olimpiadi, dove spesso gareggiano come neutrali, in questa edizione paralimpica gli è stato permesso di competere con bandiera, inno e simboli nazionali. Questa scelta ha generato molte polemiche a livello internazionale, soprattutto a causa del conflitto in Ucraina ancora in corso. Proprio per questo, durante la cerimonia si è creata una situazione particolare: alcune delegazioni non erano presenti fisicamente, mentre le loro bandiere sono state comunque rappresentate, in alcuni casi portate da volontari per garantire la partecipazione simbolica di tutti i paesi.
Le competizioni si sono svolte in diverse località italiane, secondo il modello delle Olimpiadi: “I giochi diffusi”. Cortina d’Ampezzo ha ospitato sci alpino, snowboard, curling, mentre Milano è stata il centro degli sport su ghiaccio come il para ice hockey. Ogni gara ha rappresentato non solo una sfida sportiva, ma anche una dimostrazione concreta delle capacità degli atleti, capaci di superare ostacoli fisici e mentali.
Una paralimpiade che ha fatto discutere
Le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 hanno mostrato un volto dello sport diverso ma altrettanto importante rispetto alle Olimpiadi. Se queste ultime sono state spettacolo e grande organizzazione, le Paralimpiadi hanno aggiunto un significato ancora più profondo, fatto di inclusione, coraggio e confronto tra realtà diverse. In poche parole, dopo le Olimpiadi, lo spettacolo non si è fermato: è continuato in una forma ancora più intensa, capace di unire sport e realtà sociale, lasciando un segno non solo negli impianti sportivi, ma anche nella coscienza collettiva.
Sofia Martorana














