Parole che cambiano il mondo: da Malala ai nostri nonni, il filo invisibile dell’istruzione
«Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne», dissi. «Sono le nostre
armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono
cambiare il mondo»
Malala Yousafzai
Il potere di una penna
Mai sottovalutare il potere di una penna. Alcune persone sono state capaci di creare veri e propri mondi solo grazie ad una penna: pensiamo banalmente a J.K. Rowling, J.R.R. Tolkien, C.s. Lewis, Suzanne Collins… sono stati in grado di far sognare ed emozionare milioni di lettori! C’è da chiedersi se esistono libri che hanno reso il mondo ciò che è tuttora…
La risposta è sì. E, non è una mia opinione, è solo la verità.
Le scritture plasmano il mondo
Partiamo dal principio e guardiamo i testi sacri delle tre religioni monoteiste: la Torah, la Bibbia e il Corano. Vorrei poter dire: “Immaginiamoci un mondo senza questi testi”, ma semplicemente non posso, per il semplice fatto che queste tre religioni (Ebraismo, Cristianesimo e Islam) hanno plasmato il mondo rendendolo ciò che è adesso.
Oppure un altro mio dubbio è: ”Se i testi sacri non fossero mai stati scritti, ma solo tramandati oralmente?” Forse avremmo a che fare con ulteriori confessioni in ogni religione e, quindi, un minore senso di unità tra i fedeli. Ma potremmo fare altri esempi con la filosofia, ad esempio. Senza gli scritti di Aristotele il pensiero occidentale sarebbe lo stesso?
Insomma, se le grandi menti del passato non avessero messo per iscritto le loro idee e le loro scoperte, probabilmente il ventunesimo secolo non sarebbe stato ciò che è.
La forza delle parole
Non dobbiamo per forza guardare il passato per comprendere la forza delle parole, a volte basta anche sfogliare uno dei libri che teniamo nella nostra libreria di famiglia.
Pongo una domanda a chiunque si reputi un lettore: ti è mai capitato di rivedere te stesso nelle azioni di un determinato personaggio? oppure di dover chiudere immediatamente un libro perché hai appena letto una frase che ti farà scoppiare in lacrime? Oppure ancora, hai presente quell’amarezza che provi dopo aver finito un libro?
Non ho bisogno di risposte, le mie sono tutte domande retoriche, perché so che le parole possono far scatenare in noi una serie di emozioni. Un foglio di carta con sopra delle parole basta e avanza per farci sentire vivi.
I nostri libri e le nostre penne sono le nostre armi più potenti.

“La pace in ogni casa, in ogni strada, in ogni villaggio, in ogni nazione – questo
è il mio sogno. L’istruzione per ogni bambino e bambina del mondo. Sedermi a
scuola e leggere libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto”
Malala Yousafzai
Il proprio nome
Chissà chi sarei se non fossi mai andata a scuola, probabilmente nessuno. È stato a scuola che ho imparato a scrivere il mio nome per intero: se questo non fosse mai successo probabilmente non sarei mai esistita. Se non sapessi scrivere il mio nome non potrei firmare documenti, lettere… non potrei nemmeno presentarmi al mondo, ma io il mio nome lo so mettere per iscritto, perciò posso fare tutto quello che voglio, anche se a volte non ne riconosco tutto il potere.
Da qualche parte del mondo ci sarà qualche ragazza: avrà la mia età e magari saremo anche simili caratterialmente, tuttavia non sa scrivere il suo nome e di conseguenza non è nessuno. Eppure lei è lì in piedi ed è in carne ed ossa, concretamente lei esiste, ma oltre a se stessa non ha nulla che testimonia la sua esistenza. Forse passa le sue giornate a pensare come sarebbe andare a scuola, oppure a leggere un libro, quando non sa che dall’altra parte del mondo c’è una ragazza che per nove mesi all’anno va a scuola regolarmente e che, assieme ai suoi amici, parla di libri ed altro.
Siamo così simili, io e lei, eppure le nostre possibilità sono condizionate dal luogo in cui abitiamo: una delle cose che ci differenzia. Io, Elena Francesca Masapollo e lei, non so chi sia, per il suo stato probabilmente non esiste nemmeno.
Sto per andarmene dalla scuola superiore, manca oggettivamente poco alla fine e le persone attorno a me iniziano già a chiedermi cosa voglio fare dopo il liceo.

Probabilmente molti dei miei coetanei avranno dei nonni che, come i miei, non hanno avuto la possibilità di proseguire con gli studi: la povertà delle famiglie portava spesso all’impossibilità di far proseguire gli studi ai propri figli privandoli così del loro diritto all’istruzione. Come possiamo immaginare, la negazione di tale diritto può aver causato l’infrazione dei sogni che i nostri nonni avevano formulato da bambini e, seppur essi sono riusciti a realizzarsi nel corso della loro vita, da qualche parte nel loro cuore avranno questo piccolo rimpianto che si porteranno dietro per il resto dei loro giorni. A noi nipoti il diritto allo studio è tutt’altro che rinnegato e questo spesso ce lo dimentichiamo, eppure non è forse nostro compito realizzare i sogni dei nostri nonni? Dopo tutto sono stati loro a crescerci e regalarci dei bei ricordi della nostra infanzia. Dunque questa non sarebbe un’ottima moneta con cui ripagare il favore, sorprendendoli un giorno con una corona d’alloro sulla nostra testa?
Attualmente è questo ciò che sono riuscita a formulare nel corso della mia vita: andrò all’università, voglio far vedere a mia nonna che ho tutte le possibilità del mondo e che c’è ancora speranza nel futuro. Dopotutto, so ancora scrivere il mio nome.
Elena Masapollo
















