Referendum sulla Giustizia – Sì o No?

Domenica 22 e lunedì 23 marzo si vota in Italia per un referendum costituzionale sulla giustizia. Un appuntamento molto atteso quanto discusso, che arriva dopo anni di dibattiti sulla separazione delle carriere tra i giudici e i pubblici ministeri e sul funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura.
(Ricorda, se trovi delle parole che non conosci, non c’è niente di male! A fine articolo ci sono scritte tutte le definizioni di cui hai bisogno)

La riforma modifica diversi articoli della Costituzione (dal 104 al 110) per cambiare radicalmente l’ordinamento della magistratura italiana.
Il Parlamento ha approvato la legge a maggioranza assoluta, ma non con la maggioranza dei due terzi: per questo motivo la Costituzione prevede che si possa chiedere un referendum confermativo per lasciare l’ultima parola ai cittadini.
NON È PRESENTE IL QUORUM: La legge passerà o sarà bocciata a prescindere da quante persone andranno ai seggi.

Se la riforma dovesse PASSARE (Sì), il sistema giudiziario italiano cambierebbe in quattro punti principali:
1) La separazione delle carriere
Oggi i magistrati entrano in servizio tramite un unico concorso e possono passare (anche se con limiti molto severi) dal ruolo di pubblico ministero (chi accusa) a quello di giudice (chi giudica) e viceversa. Con la riforma, le carriere diventerebbero due: chi sceglie di fare il PM, NON potrà mai fare il giudice, e viceversa.
2) Due CSM invece di uno
Attualmente esiste UN SOLO Consiglio Superiore della Magistratura che governa tutti i magistrati. La riforma ne creerebbe due distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Entrambi sarebbero comunque presieduti dal Presidente della Repubblica.
3) Il sorteggio dei membri
I membri dei due CSM non verrebbero più eletti dai magistrati (per ⅔) e dal parlamento (per ⅓), ma estratti a sorte.
4) L’Alta Corte Disciplinare
Verrebbe istituito un nuovo tribunale speciale incaricato di giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati, togliendo questa competenza al CSM.

COSA SUCCEDE SE VINCE IL SÌ
Se la maggioranza dei votanti sceglie il Sì, la riforma entra in vigore e lo Stato dovrà dividere i concorsi e organizzare i due nuovi CSM. I sostenitori del SÌ ritengono che il sorteggio pulirà la magistratura dai giochi di potere interni.
Secondo chi voterà sì, l’argomento principale del governo è che il cittadino avrà un giudice più imparziale perché non sarà più un collega di carriera della pubblica accusa.
COSA SUCCEDE SE VINCE IL NO
Se vince il NO, la riforma viene cancellata e tutto resta come adesso: la magistratura resta un corpo unico. Il CSM rimane l’unico organo di governo e i suoi membri continueranno a essere eletti.
Molti critici della riforma temono che separare il Pubblico ministero dai giudici e, soprattutto, il sorteggio dei giudici dei due CSM sia il primo passo per mettere i giudici sotto il controllo del governo, come accade in altri paesi. Vincendo il NO, questo rischio verrebbe scongiurato.
Come si vota?
Si vota mettendo una croce sul «SÌ» se si vuole che la riforma entri in vigore, o sul «NO» se si vuole bocciarla e mantenere la Costituzione così com’è.
Perché è importante votare?
Attraverso il voto alle elezioni, milioni di italiani contribuiscono a plasmare il futuro della democrazia italiana. Si tratta di un momento unico in cui tutti noi possiamo decidere collettivamente sul futuro dell’Italia. Votare è sempre importante, a livello locale, nazionale o europeo. È un’ottima opportunità per esprimere la tua opinione sui temi importanti.

Definizioni chiave…
-Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) è l’organo di autogoverno della magistratura italiana, responsabile di garantire autonomia e indipendenza dei magistrati.
-Il Magistrato è un funzionario pubblico investito di poteri giudiziari, con funzioni di giudice o pubblico ministero
-Alta Corte Disciplinare è un organo speciale della magistratura italiana incaricato di giudicare i magistrati ordinari in materia disciplinare
Ortensia Robo e Rebecca Villa














